11 anni dal terremoto di Port-Au-Prince, Haiti

Ouanaminthe: villaggio haitiano al confine con Dajabon (RD)

Il 12 gennaio 2010 un terremoto devastante colpiva la capitale di Haiti distruggendo completamente la città, portando via 316.00 vite e lasciando circa 2 milioni di senzatetto.

Da allora sono passati 11 anni, 4 presidenti (uno a interim), 3 missioni ONU, una epidemia di colera. Cosa è successo lo raccontiamo dettagliatamente nel libro
 HAITI: IL TERREMOTO SENZA FINE, edito da People.

In questi mesi la situazione politica e sociale sta collassando. Il presidente haitiano Jovenel Moïse, che governa senza parlamento dopo che i termini sono scaduti a gennaio senza che si tengano nuove elezioni, si trova ad affrontare crescenti interrogativi su quando, esattamente, terminerà il suo mandato presidenziale.


E Haiti sta ancora aspettando di trovare le forze e le risorse per ripartire.


Gemellaggio virtuale fra due scuole: Italia e Repubblica Dominicana, “Voci dalla Quarantena”

Guarda il Video: “Voci dalla Quarantena”, Storie dai ragazzi e genitori

Ai ragazzi, e gruppo genitori della classe 3 D della Scuola Primaria F.Filzi d’Inzago (Mi) :

Storie scritte, lette, illustrate dai ragazzi e dai genitori della 3°C Primaria di Inzago.

Maggio 2020

Buongiorno, Coloresperanza,

dopo gli accordi intercorsi, ecco qui l’Audiolibro “Voci dalla quarantena” della classe 3 D della Scuola Primaria F.Filzi d’Inzago (Mi). 

Durante la chiusura forzata delle scuole, le nostre insegnanti hanno creato ogni giorno l’appuntamento della “buona notte” su Classroom: ogni mamma ha letto storie, filastrocche, racconti per accompagnare la chiusura della giornata dei nostri bambini in questo periodo così particolare. 

Da questa esperienza molto bella, abbiamo pensato di creare un video con la raccolta complessiva anche dei loro disegni e un AudioLibro. 

Grazie per aver accolto il nostro invito!

Siamo molto contenti che questo lavoro possa raggiungere altri luoghi e altre persone: per i nostri figli è questo un messaggio molto importante di apertura del cuore e dei pensieri e crediamo che questa iniziativa possa strappare un sorriso anche ad altri.

E chissà, magari tra qualche mese, potremo risentirci per altre collaborazioni e iniziative insieme!

Ringraziandovi per l’attenzione, vi salutiamo cordialmente,

Chiara M. e i genitori di 3 D



Carissimi bambini e genitori,

complimenti per l’iniziativa , davvero significativa sia per i bambini che per i genitori, in questo periodo cosi’ particolarmente difficile.

Rappresenta sicuramente un esempio da diffondere ed imitare.
Pubblichiamo sul nostro sito il video che ci avete mandato.

In questo momento , in Repubblica Dominicana, la situazione Coronavirus e’ grave e fuori controllo, mancano ospedali, assistenza e le misure di isolamento fisico e sociale vengono difficilmente rispettate perche’ molte persone mangiano solo con quanto guadagnano ogni giorno, pertanto escono per il lavoro senza mezzi di protezione, introvabili.

I bambini della scuola primaria Hermanas Mirabal Ojo de Agua , Salcedo, RD, , con cui avete iniziato una relazione , sono a casa, perche’ tutte le scuole sono chiuse.

Quasi nessuna famiglia dispone di internet pertanto non riescono a fare lezione in nessun modo.

Sara’ comunque nostra cura, appena la situazione lo permetterà , trasmettere e organizzare coi bambini un momento di visione del video in originale , con la traduzione in diretta in spagnolo , in modo da renderlo pienamente comprensibile , oltre che per i bellissimi disegni anche per la parte narrata.
Sarà sicuramente apprezzato da tutti per la qualità di quanto fatto e per il pensiero di collaborazione e solidarietà che il messaggio porta in se’.

Complimenti ancora e grazie per aver pensato a condividere questa vostra importante iniziativa con i bambini di un altro “mondo”.


Coloresperanza APS

Rosella, Anna Maria, Luciano

25 Novembre 1960 : sessanta anni fa’ venivano uccise le tre Hermanas Mirabal

Jaime David Mirabal, figlio di una delle sorelle Mirabal, ex vice presidente della Repubblica Dominicana.
tres Hermanas Mirabal, uccise il 25 Novembre 1960

Nel 1999 e’ stata istituita la giornata internazionale  contro la violenza sulle donne per volontà delle Nazioni Unite, il 25 Novembre.
Nel 1960, sessanta anni fa’,  il 25 Novembre 1960, le tre sorelle Mirabal , Hermanas Mirabal in spagnolo, Patria, Minerva e Maria Teresa, oppositrici della feroce e sanguinosa dittatura di Trujillo , mentre facevano visita ai loro mariti incarcerati dal regime, vennero arrestate, torturate e violentate prima di essere uccise. La loro auto fu scaraventata da un dirupo per simulare un incidente.

“Sessant’anni fa quel fatto rappresentò l’inizio della fine della dittatura di Trujillo, oggi rappresentano la bandiera della lotta per i diritti delle donne e contro la cultura machista” sono le parole di Jaime David Mirabal, nipote delle tre sorelle, figlio di Bélgica, l’unica, all’epoca a essere rimasta incolume.

Jaime, attivo politicamente socialmente,  ha ricoperto nel recente  passato la carica., prima  di  vice presidente della Repubblica, poi di ministro dell’ambiente e dello sport.
Ha studiato psichiatria a Trieste, alla scuola di Basaglia , riportando i suoi modelli in Repubblica Dominicana  e applicandoli anche al carcere di Salcedo, la città di origine della famiglia, un caso unico nell’ isola per le modalità rieducative adottate che fanno leva sul rispetto e i diritti dei detenuti valorizzandone la dignità.

25 Novembre , giornata contro la violenza delle donne, intitolata alle tres Hermanas Mirabal, tre donne che ci sono molto care

le tre sorelle Mirabal , uccise da Trujillo, 25 novembre 1960

Il 25 novembre si commemora la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.  La data e’ in onore alle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, massacrate dal dittatore Trujillo,  il 25 novembre 1960, perche’ oppositrici del regime, in Repubblica Dominicana. 

Jaime David Fernandez Mirabal, un figlio della quarta sorella “Dede”Mirabal , ha ricoperto la carica di vicepresidente della Repubblica dal 1996 al 2000, successivamente ministro dell’ambiente e dello sport.


La nostra associazione collabora da anni con Jaime David Fernandez  Mirabal, in Salcedo, su molti progetti come quelli legati alla scuola , all’assistenza sociale, alla difesa dei diritti della donna, al centro di sostegno alle  vittime di violenza,  all’umanizzazione del carcere inteso per il  recupero delle persone.

E’ uscito il nuovo libro “Haiti: il terremoto senza fine”

Dieci anni fa, dopo i primi mesi in cui come ColorEsperanza ci siamo mossi a vari livelli per portare sollievo alla popolazione haitiana colpita dal terremoto di Port-au-Prince, decidemmo di impegnarci a scrivere un libro “Haiti: l’isola che non c’era” che servisse come piccolo manuale per capire la terra dell’isola di Hispaniola.

Nei mesi e anni successivi ad Haiti arrivarono fondi di cooperazione, ONG, vip di ogni sorta e paesi interessati ad utilizzare la tragedia per posizionarsi sullo scacchiere internazionale.

Dopo 10 anni ho sentito la necessità di raccontare come quella terra, più volte martoriata dagli eventi naturali, abbia vissuto la presenza internazionale e come il processo di recupero dalla tragedia non sia mai avvenuto.


Per farlo ho chiesto aiuto a un po’ di amici.
Ecco la struttura del libro:
Stefano Zanni ci riporta al giorno del terremoto e alla cronaca dei primi concitati giorni segnati anche da azioni come il lancio di aiuti con gli elicotteri
Io racconto come la cooperazione internazionale, quella italiana, i Caschi Blu, i Clinton e varie altre personalità si sono mossi sulla scena, facendo memoria di come il colera arrivò ad Haiti, degli scandali sessuali, degli sprechi e delle improbabili candidature alla presidenza.

Alejandra Duarte Caro ci porta dentro alle baraccopoli di Port-Au-Prince dove ha vissuto per un anno come volontaria. Il suo copitolo apre alla speranza raccontando di un’esperienza che funziona.

Giulia Giudici ad Haiti ci ha vissuto per anni, avanti e indietro dalla frontiera in molteplici ruoli. Lei ci porta al dramma dell’emigrazione, di chi da Haiti prova a ricostruirsi un mondo nella vicina Repubblica Dominicana (e di come vengono respinti).
E sulla reazione dominicana si sofferma Raúl Zecca Castel, antropologo specializzato dell’isola, dove in questi anni sono cambiate le leggi migratorie e di cittadinanza a danno della popolazione di origine haitiana.

Due amici antropologi, attualmente in Cile, Alejandra Carreño C e Andrea Freddi, guardano la situazione della diaspora haitiana dal Cono Sur dove molti migranti si sono recati per cercare di rinascere, in mezzo a molti problemi e a uno strisciante razzismo.

Fabrizio Lorusso, autore del libro La fame di Haiti, fa il punto sulla crisi politica degli ultimi anni legata anche agli scandali di PetroCaribe.

Un libro su Haiti non poteva far sentire la voce degli haitiani. Importantissimi i contributi di Wilguens Louis (Maitre Will) sulla speranza per il paese e di Jude Derifond sulle bellezze nascoste.

Insomma, un lavoro corale, come piace me, per aprire una finestra su una terra spesso dimenticata o mal raccontata.

Un lavoro fatto con l’aiuto di People che ci ha aiutato nella redazione e ci ha regalato questa bellissima copertina.

Da oggi si può comprare il libro sul sito, dal 12 novembre 2020 sarà anche nelle librerie.

https://www.peoplepub.it/…/haiti-il-terremoto-senza…

Oh, se volete aiutarci a promuovere il libro, siamo supercontenti (chiamateci per presentazione on line, condividete i post, leggetelo e fateci sapere cosa ne pensate….)

Roberto Codazzi

Joselina: un anno di studio in Italia con Coloresperanza

Ad ottobre 2019 arrivò in Italia Joselina, ragazza dominicana diplomata al Liceo Científico Dr Miguel Canela Lázaro della provincia Hermanas Mirabal, per realizzare un anno di scambio nel Liceo Scientifico – Linguistico Giordano Bruno di Melzo.

ColorEsperanza ha sempre creduto nello scambio, nelle due direzioni nord / sud e sud / nord. Dare la possibilità a Joselina di realizzare questa esperienza ha voluto dire aprire un mondo di possibilità. ColorEsperanza si è fatta carica delle spese di viaggio, dei rapporti con la scuola italiana, di identificare le famiglie di accoglienza (grazie!) e di aiutare Joselina durante la sua permanenza in Italia.

La pandemia hanno cambiato un po’ i piani del progetto iniziale, ma ciò non ha impedito a Joselina di superare l’esame B2 di conoscenza dell’italiano. Qualche settimana fa Joselina ha sostenuto l’esame di ammissione per l’Università di Ferrara dove vuole realizzare il suo sogno di studiare Disegno del Prodotto Industriale. Ieri è arrivata la splendida notizia della sua ammissione all’università e del conferimento di una borsa di studio da parte del governo dominicano.

ColorEsperanza vuole ringraziare quanti hanno contribuito a questo successo, in particolare le famiglie di accoglienza e i professori e le professoresse del Liceo Giordano Bruno.A Joselina il nostro più grande in bocca al lupo, e l’aspettiamo presto in Italia.