Come si stanno organizzando gli aiuti ad Haiti

In questi giorni ci sono giunte diverse notizie da Haiti. L’informazione nazionale parla ancora di difficoltà nella gestione degli aiuti, buona parte di questi problemi derivano dal fatto che questi siano gestiti senza il coinvolgimento della popolazione locale. Il Centro Bonò, al quale destiniamo parte dei fondi che stiamo raccogliendo, ha organizzato a Port-au-Prince, ma anche a Léogane e Jacmel, un sistema che prevede l’inclusione degli abitanti nella distribuzione ed ha abilitato 7 centri di aiuto. Qui sotto vi raccontiamo nei dettagli il loro lavoro sperando di poter così mostrare che un metodo diverso è possibile. (Scarica il post in formato pdf)

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Resoconto da Haiti del direttore del Centro Bonò

Il Centro Bonò è una delle realtà che ColorEsperanza ha scelto di sostenere dopo il terremoto di Haiti. Il suo direttore, Moreno, si trova da qualche giorno a Port-au-Prince e ci ha inviato una lettera sull’andamento delle attività. Ribadiamo la nostra scelta di aiutare solo associazioni dominicane o haitiane che lavorino insieme alla popolazione colpita. Chi volesse contribuire lo può fare tramite Paypal o bonifico bancario specificando la causale “Emergenza Terremoto”.

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Domenica 24 Gennaio 2010, raccolta offerte per Haiti

Domenica 24 gennaio 2010 presso la Parrocchia di S.Maria Ausiliatrice di via della Ferrera 11 a Milano dalle h. 10.00 alle h. 12.00 sarà presente Coloresperanza  pro Haiti, le offerte raccolte  saranno devolute a sostenere i due progetti in atto.

 

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Oggi in radio per raccontare di Haiti e degli aiuti possibili

Oggi dalle 19.00 alle 20.00 il presidente di ColorEsperanza Roberto Codazzi sarà ospite della trasmissione Persona e Città della radio RCS ascoltabile in streaming dal sito www.rcs939.it. Il titolo della puntata è “La terra si è mossa perchè gli uomini guardassero verso Haiti“. Oltre agli aggiornamenti dall’isola cercheremo anche di tracciare il percorso storico ed economico che ha portato Haiti ad essere lo stato più povero delle americhe.

Segnaliamo anche gli articoli apparsi su virgilio.it nel quale raccontiamo le notizie che ci giungono dai nostri partner e quello apparso ilrestodelmichelino.it sito che ha anche contribuito alla nostra raccolta fondi straordinaria.

Ricordiamo che tutti i fondi raccolti per l’emergenza sono destinati al 100% alle realtà che operano sul territorio, chi volesse aiutare ColorEsperanza a sostenere le spese bancarie e di gestione (per quanto minime queste siano) può diventare socio.

Rilanciamo infine un appello che ci giunge da un amico italiano che da tempo lavora in Repubblica Dominicana: cerchiamo medici volontari, che si fermino almeno un paio di settimane sulla frontiera tra RD e Haiti e anche a Port-au-Prince: anestesisti, ortopedici, chirurghi, radiologi.. Servono anche infermieri. Per informazioni info@coloresperanza.org

Gli interventi che sosterremo in Repubblica Dominicana dopo il terremoto di Haiti

Le notizie che giungono da Haiti non migliorano con il passare dei giorni. Dal terremoto di martedì scorso i nostri amici dominicani ci rimandano sempre una profonda angoscia. Diverse delle persone con cui collaboriamo da anni stanno coordinando la raccolta di beni di primissima necessità da mandare nel paese vicino, sono praticamente introvabili al telefono, lavorano 20 ore al giorno. Noi tutti vorremmo poterci unire al loro sforzo, in questo momento terribile.

I giornali italiani non hanno ancora riportato cosa sta succedendo in Repubblica Dominicana: la solidarietà è stata incredibile, la gente invia cibo, medicine e tende alla rete di ONG locali che sta coordinando l’invio ad Haiti. Anche lo stato dominicano ha reagito con prontezza. Quello che però ci preoccupa sono i sentimenti delle persone, tutti dicono: “poteva succedere a noi”. Soli 40 km dividono Port – au -Prince dalla frontiera con la Repubblica Dominicana. La gente ha paura, per quello che sarebbe potuto essere (oggi in RD c’è stata una scossa nel nord del paese di 6.3 gradi Richter) e per quello che sarà perchè gli haitiani non hanno più uno stato dove stare, non hanno nulla e si stanno dirigendo verso la RD.

Ad Jimanì, una piccola cittadina di circa 10.000 abitanti sulla frontiera, l’ospedale è al collasso arrivano centinaia di feriti e solo si riescono a realizzare una ventina di interventi chirurgici al giorno, e facendo i salti mortali. Con i feriti arrivano anche i famigliari che non vogliono separarsi dai propri cari e non hanno un posto dove dormire ne’ nessuno che distribuisca loro cibo e acqua. Chi tenta di portare aiuti in Haiti, se non è scortato dall’esercito rischia di essere assaltato da bande di disperati che saccheggiano i mezzi privati.

Molte donne e uomini haitiani che vivono ad Haina (RD) hanno raccolto più cibo e beni possibili e si stanno dirigendo a cercare i propri famigliari. Alla frontiera si registra un doppio flusso, chi scappa dalla distruzione e chi entra ad Haiti a proprio rischio.

Anche la situazione alla frontiera nord, a Dajabon, il punto più lontano dall’epicentro non è affatto tranquilla, l’esercito ha infatti iniziato a presidiare tutte le pompe di benzina poichè ad Haiti è praticamente introvabile. Anche il vicino ospedale inizia ad accogliere i feriti.

Davanti a questa situazione l’impotenza è molta. Abbiamo però scelto di non inviare i contributi che stiamo raccogliendo alle grosse istituzioni che stanno lavorando a Port-au-Prince. Lì, per fortuna, gli stati si sono mossi. Abbiamo scelto tra i nostri partner e compagni di viaggio storici, per il momento, due realtà che operano cercando di arrivare dove mancano gli aiuti ufficiali:

Centro Bonò e Hogar Virgen de Lourdes.

Nei prossimi giorni pubblicheremo due schede per spiegare chi sono queste realtà. Intanto possiamo dirvi che il Centro Bonò sta coordinando oltre 200 realtà popolari dominicane (gruppi di contadini, giunte di vicinato, piccoli gruppi di lavoratori, …) nel cercare di far pervenire ad Haiti, soprattutto nelle piccole cittadine che si trovano fuori da Port-au-Prince, gli aiuti che i dominicani stanno donando. In questo momento hanno bisogno di affittare camion e trasportare i beni. Proprio pochi minuti fa ci hanno confermato che sta per partire un convoglio (è possibile monitorare on-line le spese sostenute e le donazioni ricevute). L’Hogar Virgen de Lourdes, invece, è una piccola casa dove vengono ospitati dei giovani che per problemi economici dovrebbero lasciare gli studi. Nonostante siano già sopra la loro disponibilità massima d’accoglienza (al momento vi risiedono 25 ragazzi/e), nei prossimi giorni accoglieranno 8 orfani haitiani. Avranno bisogno di un letto, di cibo, di cure e di qualcuno in grado di parlare con loro in creolo.

Grazie di cuore a tutti coloro che stanno sostenendo queste popolazioni. In particolare abbiamo ricevuto il sostegno dell’associazione ABCZambia, dell’associazione 26 aprile, dell’associazione Last, della Bottega Eticomondo, della Radio RCS, di Arci Milano, del sito Il resto del Michelino,  dell’associazione Kem Kogi – Cuore Unico, della cooperativa CDA e della ONLUS Progetto Sorriso Creche. Nei prossimi giorni, anche grazie all’aiuto di altre associazioni, contiamo di organizzare degli eventi di informazione e raccolta fondi.

Tutti gli sviluppi, sia in termini di notizie che di realtà sostenute, verranno prontamente pubblicati sul nostro sito.

Ricordiamo che è possibile effettuare una donazione attraverso un bonifico al conto IT 72 I 08214 32881 000000045411 specificando “Emergenza Terremoto”.

Notizie da Haiti e Repubblica Dominicana

I collegamenti con Haiti sono difficili, ciò nonostante Caribe Tour e Terra Bus, due compagnie di autobus dominicane continuano ad effettuare la regolare corsa giornaliera che parte alle 11 da Santo Domingo. La corsa però finisce, genericamente, nei pressi di Port au Prince. Sospesi i voli aerei.

Dalla Repubblica Dominicana partono anche 300.000 razione giornaliere di cibo, passando dalla frontiera di Jimanì (nel 2004 luogo di una spaventosa inondazione che portò più di 2.600 morti).

Il Centro Juan Montalvo (Centro Bonó) con altre 200 organizzazioni popolari dominicane ha organizzato una raccolta di beni di prima necessità e li sta distribuendo attraverso una rete di collegamenti paralleli a quella statale.
Almeno 200 feriti sono ricoverati presso il piccolo ospedale di Jimanì, molti dei quali arrivati lì con mezzi di fortuna privati. Il governo dominicano ha istallato un ospedale da campo che assiste qualche centinaia di vittime. La frontiera è presidiata dall’esercito.

Infine, un convitto per giovani a Salcedo (che vedete nella foto del nostro Calendario), nostro partner, ci ha appena comunicato che presto arriveranno da loro otto giovani orfani haitiani. Il Governo dominicano sta implementando una rete per garantire alloggio e vitto agli orfani tramite le organizzazioni di volontariato del paese. Avranno grande bisogno di sostegno economico, perchè la casa, pensata per una quindicina di persone, ne ospita già più di 25. Con l’arrivo dei nuovi ospiti ci sarà bisogno di compare letti e adeguare la struttura, oltre alle spese di mantenimento.
ColorEsperanza sosterrà anche l’accoglienza degli orfani a Salcedo, grazie ai fondi che stiamo raccogliendo.

Terremoto ad Haiti, raccolta fondi per l’emergenza sanitaria

Nella giornata di ieri un forte terremoto ha colpito la capitale di Haiti Port au Prince, la città è stata duramente danneggiata, tra le altre cose sono segnalati come crollati tre dei quattro ospedali, il Palazzo Presidenziale, tre ministeri, alcuni alberghi e la sede della missione ONU. Non si hanno ancora stime delle vittime, ma si parla di migliaia. Ancora nessun organo di stampa ha riportato notizie rispetto alle vaste baraccopoli o ai danni in altre parti del paese.

I partner di ColorEsperanza ci hanno comunicato che la scossa è stata anche avvertita in maniera pesante a Santiago de los Caballeros, a diverse centinaia di chilometri dall’epicentro, dove però non sono segnalati danni.

Nei prossimi giorni si assisterà ad un’emergenza sanitaria e alla necessità di fondi per fornire al maggior numero di persone le cure necessarie. Attualmente Haiti non è in grado di soddisfare che una piccola parte dei feriti. Ci aspettiamo che molte delle persone bisognose si recheranno nella zona di frontiera con la Repubblica Dominicana.

ColorEsperanza ha lanciato una campagna di raccolta fondi per poter sostenere le realtà che accoglieranno le persone in difficoltà.

Per chi volesse partecipare si può effettuare un bonifico sul conto dell’associazione con causale: “Emergenza terremoto”.

BCC Cernusco sul Naviglio – filiale piazza Ghezzi
intestato a Associazione ColorEsperanza
IT 72 I 08214 32881 000000045411

I fondi raccolti verranno trasferiti al 100% ai partner in loco, enti piccoli e conosciuti personalmente dai volontari di ColorEsperanza.

Idee per un Natale Solidale

Natale Solidale 2009 regali e ideeColorEsperanza promuove una serie di iniziative per il Natale 2009 perchè la festa sia anche un po’ per i meno fortunati. Ecco qui 4 idee pronte per l’uso, dove destinare le tue offerte:

1- Il Calendario di ColorEsperanza (lo vedi qui e lo puoi trovare qui): dodici mesi di foto dalla Repubblica Dominicana con un piccolo racconto delle azioni di speranza che stiamo cercando di realizzare. Molto consigliato per colore che amano i volti sorridenti e passare oltre gli steriotipi.

2- Candele, quadri e giochi in lego realizzati dal laboratorio artigianale di Oné Respe (ci trovi insieme ai calendari). Direttamente dall’isola caraibica i frutti di preziose mani artigiane che con il loro lavoro sostengono le persone malate e il programma di educazione nelle baraccopoli. Molto consigliato per chi crede che nel lavoro ci sia il riscatto delle persone.

3- Regala un pasto (promossa da Dona un Sorriso). Hai la possibilità di contribuire al pagamento della mensa scolastica di quattro scuole nelle baraccopoli dominicana offrendo un’offerta a nome di una persona cara, lei riceverà una lettera. Molto consigliato per chi non abita a portata di pacchetto.

4- Sostegno scolastico. Sostieni per un anno le spese per l’educazione di un bambini all’interno delle scuole di Oné Respe che accolgono gli ultimi tra gli ultimi. Molto consigliato per chi “il Natale è tutto l’anno”.

Grazie per il vostro grande sostegno.